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lunedì 4 gennaio 2016

Dopolavoro Ferroviario, si dimette il responsabile culturale: "Fatto un ottimo lavoro, auguro il meglio al DLF"

Era entrato nel Dopolavoro Ferroviario circa un anno fa quando la struttura era abbandonata a se stessa e morente: Rocco Della Corte lascia, dopo un anno di attività, il ruolo di responsabile culturale per il circolo veliterno e lo fa senza polemica ma anzi con viva soddisfazione per quanto fatto nel periodo da lui curato. 


A livello culturale – dice l’ex Direttore Artistico – abbiamo fatto molto, riportando persone in un posto che era finito nell’oblio. Penso a tutte le attività svolte, è stato davvero un grande lavoro, ed anche una soddisfazione personale poiché in questo percorso non ho avuto alcun aiuto o quasi, dovendo sobbarcarmi il grosso del lavoro in completa solitudine.

Non è una critica o una polemica – sottolinea Della Corte – ma una constatazione che a distanza di tempo rende ancora più sicuri di aver lasciato un segno importante”. Un aperitivo letterario in poesia, un evento sulle città gemellate, la presentazione del libro “Il Cistercense” e tante altre iniziative fino alla ciliegina sulla torta della Lectura Dantis organizzata a settembre e partecipata a tal punto da richiederne una replica: “Con Dante – conferma l’ex responsabile – abbiamo toccato il punto più alto, offrendo secondo me una iniziativa di qualità e di alto livello letterario. Ringrazio ancora chi mi ha sostenuto leggendo e sposando la mia idea che è stata quella di portare con tanta umiltà il padre della letteratura italiana a Velletri”. Sul futuro del Dopolavoro Della Corte si pronuncia dicendosi fiducioso: “Adesso il posto è in mano a dei ragazzi volenterosi che stanno facendo molto per riqualificare il posto, io mi tengo l’orgoglio personale di essere stato il primo – e lo dico senza presunzione alcuna – ad aver compreso le potenzialità del posto e fatto qualcosa per restituirlo alla città. Prevedo comunque, visto l’interesse che aleggia intorno alla struttura, un avvenire roseo per quel luogo storico. Mi auguro vivamente che non chiuda, e che resti un qualcosa di culturale senza alcuna deviazione, sento troppe voci riguardo la sua chiusura e sarebbe davvero una cosa inaccettabile”. Le sue dimissioni, come spiegato dallo stesso referente culturale, non sono un fulmine a ciel sereno: “In realtà sono meditate da tempo, gli impegni che mi assorbono e altri motivi mi hanno già allontanato dal Dopolavoro da un po’ di tempo. Questa scelta è la semplice conseguenza di un qualcosa che in realtà è già in essere, poiché dal 25 settembre non ho più organizzato iniziative al Dopolavoro e quindi le formalizzo pubblicamente sia alla città di Velletri che alla presidenza”. “Sono comunque sicuro – conclude Della Corte – che se qualcuno verrà dopo di me sarà in grado di fare altrettanto bene e magari sarà anche un po’ più fortunato e considerato – puntualizza – ma io non posso che augurare il meglio ad un luogo dove sono cresciuto e dove mi ritrovo tantissimi positivi ricordi. In bocca al lupo a tutti e in primo luogo al presidente Ermanno Pastina. Purtroppo quando si fa la battaglia contro i mulini a vento e nessuno è disposto ad agevolare, viene da pensare che non ci siano i margini per lavorare ancora. Vorrei vedere quel luogo vivo per quello che rappresenta nel tessuto culturale cittadino e per la storia che ha alle spalle, nella speranza che non diventi altro”.