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lunedì 28 dicembre 2015

Velletri e quello scrittore che passò in città: la scuola d'Arte e Giorgio Bassani, perchè non intitolargli un largo?

Sarebbe interessante fare un giro per Velletri e chiedere ai passanti se conoscano Giorgio Bassani, uno dei nomi più importanti della letteratura italiana del Novecento. 

Il suo nome si lega inesorabilmente al romanzo de Il giardino dei Finzi-Contini, anche se la sua produzione letteraria è molto più vasta e meritevole. Ma questo poeta e scrittore si lega anche alla città di Velletri, avendo insegnato a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta nella scuola d'Arte cittadina.

Di quel periodo si trova menzione in vari articoli, in numerose interviste e in alcuni scritti dello stesso Bassani, che lamenta la scarsità degli abbecedari e ricorda con burbero affetto l'incomprensibile dialetto velletrano. Il professor Bassani negli anni di Velletri non era di certo uno sconosciuto, seppure la sua definitiva consacrazione letteraria sarebbe avvenuta più avanti. Ma l'averlo ospitato e obliato non dà di certo lustro alla memoria culturale cittadina, troppo spesso dimentica dei suoi figli adottivi che altrove sarebbero stati osannati. E' a dir poco indegno il fatto che Velletri non ricordi Giorgio Bassani con una targa, con un busto, con uno slargo, ed è da qui che parte il giornalismo propositivo: Velletri Life vuole proporre ufficialmente all'amministrazione comunale il recupero della figura di Giorgio Bassani, tramite un'indagine sui tempi di insegnamento a Velletri - ricordati in ogni biografia ufficiale dello scrittore ferrarese, con un'intitolazione al grande autore di un largo nel centro storico, e con l'istituzione di una targa commemorativa che celebri Bassani.
Tomba di Bassani a Ferrara

Tre piccoli passi per crescere e diventar città: sta proprio nella capacità del ricordo, della esposizione storica e della trasmissione della memoria quel salto da luogo ameno di provincia a luogo turistico che sappia sensibilizzare i cittadini e far crescere loro il senso di appartenenza a Velletri e la curiosità storico-letteraria almeno in relazione a quei personaggi che Velletri l'hanno frequentata. Ci sono numerose località che davvero non hanno nulla da offrire, e pure riescono a caratterizzarsi in qualche modo attirando turisti e mostrando un'immagine di sè poliedrica e variegata. La città di Velletri, il capoluogo dei Castelli Romani, vanta un blasone che pochi altri centri vantano per storia e cultura. Non è un caso che gente come Gian Maria Volontè, Eduardo De Filippo, Ugo Tognazzi, Eugenio Scalfari e così via l'hanno scelta come dimora privilegiata. La città veliterna deve uscire dal suo guscio, finalmente crescere, mostrare la sua specificità e la sua qualità. E può cominciare dal valorizzare quel Giorgio Bassani, che ci ha lasciato nel 2000, e che ha lasciato traccia nella scuola d'Arte. I velletrani sono stati istruiti anche da lui: in quei pochi anni di insegnamento un grande scrittore, la mattina, prendeva il motorino (o il bus) e da Roma arrivava in città per insegnare. Storie di altri tempi, che però vanno rispolverate.

Rocco Della Corte