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sabato 5 dicembre 2015

Vangelo della II Domenica T.A. - C: "I rompiscatole" a cura di don Gaetano Zaralli

Lc 3,1-6


TESTO

Nell'anno quindicesimo dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell'Iturea e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell'Abilene, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com'è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!


COMMENTO

Tiberio Cesare, Ponzio Pilato, Erode, Filippo e Lisania, insieme formavano lo schieramento politico che ingombrava la Palestina al tempo di Gesù. Se a questa combriccola si aggiungono  anche Anna e Caifa, capi religiosi in Gerusalemme, il quadro di chi deteneva il potere in quel tempo è completo. E’ evidente quel che appare: le due componenti, quella civile e quella religiosa, come sempre del resto, vanno a braccetto; gli uomini di Cesare e gli uomini di Dio, di giorno fanno finta di litigare, alla sera  insieme vanno a mangiare una pizza.

…la parola di Dio venne su Giovanni…

Ci sono alcuni che nascono già con la voglia di rompere le scatole al prossimo, e noi diciamo: “Sopportiamoli con pazienza!”. Ci sono altri che le scatole incominciano a romperle quando avvertono il disagio di una insoddisfazione interiore, e noi diciamo: “Usiamo comprensione nei loro confronti!”. Ci sono in fine i “rompiscatole” per vocazione, cioè i Profeti, questi sono i più pericolosi… e il potere dice: “Ammazziamoli!”.

… predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati…

L’arma dei Profeti è la parola e, se la parola è quella di Dio, questa penetra come lama affilata nei cuori degli uomini liberandoli dalle fronde sterili e asfissianti.  La conversione viene prima del perdono dei peccati. E’ inutile frequentare i confessionali, se prima non si è verificato nell’ambito della coscienza un serio ripensamento.
Molti non si confessano perché hanno deciso di essere coerenti con le proprie passioni; altri si confessano, fin troppo spesso, perché preferiscono rimandare la conversione ad altra data; questi ultimi scelgono di vivere i loro giorni nell’angoscia altalenante dei sensi di colpa.  

“Preparate la via del Signore…”


La strada che conduce a Dio è diretta, non conosce storture, non ammette accomodamenti, evita le ipocrisie, taglia le creste della superbia, accoglie la prova del dubbio, resiste alle certezze gratificanti, si fa ampia per i miseri che in gruppo incedono tenendosi per mano.
Al tempo del profeta Isaia le strade erano tutte ad una sola corsia, e il Signore, che scendeva dai Cieli con la Parola Antica, aveva la precedenza e l’umanità, che in pellegrinaggio arrancava verso il Tempio,  al suo passaggio si stringeva nelle piazzole di servizio. Con Gesù le cose cambiano, la strada da percorrere rimane la stessa, ma questa volta l’umanità  in pellegrinaggio la trova più spedita, più luminosa, più amorevolmente invitante, perché  la Parola Incarnata non si frappone, anzi incoraggia, rasserena come quando si ha voglia di fare un cammino in buona compagnia. 

“…Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!”.


Lo dirò al mio amico ateo: dalla notizia ricaverà sicuramente piacere.