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lunedì 30 novembre 2015

Addio Luca, hai insegnato all'Italia come arte e vita si possano fondere sul palcoscenico di un teatro: omaggio a De Filippo

Luca ed Eduardo
Se n'è andato in punta di piedi, con quel passo felpato che lo contraddistingueva nel calcare i palchi d'Italia portando in giro bravura, maestria ed un nome che non poteva essere deluso. Tanto figlio di tanto padre, Luca De Filippo - che incantò Velletri non più di un anno fa con il "Sogno di una notte di mezza sbornia" - ha smesso di insegnare come l'arte e la vita si possano fondere in un'unica grande commedia.

Eduardo disse che Luca, o Lucariello, come lo chiamava con fare scocciato e amorevole in "Natale in Casa Cupiello" era stato particolarmente bravo perchè non beneficiò mai di favoritismi. E nell'era del nepotismo e delle raccomandazioni, bastava andare a teatro a guardare un suo spettacolo per capire che il maestro napoletano figlio di Eduardo Scarpetta aveva generato un altro maestro.
Il teatro nel DNA, con una mimica facciale spaventosamente efficace, una voce calda ed adatta ad ogni situazione, capace di lanciare battute con i giusti tempi e i giusti effetti, senza mai scadere nell'esagerazione. I De Filippo, e Luca era l'ultimo erede, hanno saputo sublimare la napoletanità nei suoi caratteri più dolci e poetici, portandola in tutta Italia per abbattere i confini e rendere universalistica la cultura teatrale. Quando sbarcò a Velletri, davanti ad Angelica Ippolito e a circa cinquecento spettatori che gremirono il Teatro Artemisio Gian Maria Volontè, De Filippo strappò applausi, autografi e foto.
Era già provato, aveva avuto un intervento da poco, ma in scena non si risparmiò come confermato dalla pregevole riuscita della sua interpretazione, non di certo delle più facili sia per sforzo fisico che intellettuale-mnemonico. Poi, come un fulmine a ciel sereno, come una battuta stavolta non aggraziata e non nello stile del buon Luca, la notizia della morte. A 67 anni, aveva appena festeggiato i 60 di palcoscenico essendo salito in scena la prima volta nel lontano 1955. "Luca - ha scritto la famiglia in una breve nota - era consapevole e fiero di essere l'erede di terza generazione di una famiglia che ha fatto la storia del teatro italiano e, nella figura di Eduardo, del teatro mondiale''. Lutto cittadino a Napoli, l'ultimo saluto al Teatro Argentina. Anche Velletri ha perso tanto, non solo per quello spettacolo che ha fatto la storia del Teatro Artemisio (mai così pieno) ma soprattutto perchè il legame tra la nostra città ed Eduardo è ben noto. Sempre più fotocopia del padre, Lucariello ci ha lasciato in eredità un patrimonio inestimabilmente vasto: la sua ironia, la sua grazia teatrale, la sua infinita cultura, la sua sapienza e la sua padronanza del palcoscenico.
Il direttore di Velletri Life e Luca De Filippo
Ha insegnato a tutti qualcosa, ogni volta che è andato in scena. Ha onorato al meglio il nome di un grande padre, diventando meritatamente quel grande figlio per cui adesso un'intera nazione è costretta a versare lacrime. Ciao Luca, quel fugace abbraccio nel foyer del Teatro Artemisio e quella foto rapida concessa ad un aspirante giornalista 22enne sono il più grande regalo che potevi farmi.

Rocco Della Corte