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venerdì 16 ottobre 2015

Uno stabile sta crollando sotto gli occhi della città: cosa fare per recuperare la "Casermaccia"?

Esiste un posto a Velletri che fa della sua imponenza l'emblema della sua decadenza. Una struttura che lascia spazio alla fantasia perchè probabilmente le menti più fulgide potrebbero immaginarla abitata da fantasmi, oppure popolata da spiriti che di notte prendono vita girovagando tra le numerose stanze un tempo importanti per la vita politica, culturale, sociale cittadina.

La dura realtà, però, è che la 'Casermaccia' versa da anni in uno stato a dir poco preoccupante, bardata da lamiere che impediscono ai curiosi l'accesso e presentata da un eloquente cartello che recita 'Pericolo di Crollo'. Le finestre murate impediscono alla luce del sole di entrare nei larghi ed antichi vani, dove un tempo si lavorava giorno e notte e dove tante vite umane si sono incrociate, parlate, ed hanno trascorso ore della propria esistenza.


Oggi la fatiscente struttura domina tutta la vallata a Nord di Velletri, ha gli occhi rivolti verso Lanuvio e Aprilia, scruta una vasta parte di Velletri e di contro si fa scrutare, perchè è impossibile non notarla nella sua fiera grandezza.
Sotto di essa scorre indifferente la circonvallazione di Ponente, trafficata da migliaia di auto che ormai evitano di alzare lo sguardo verso di lei, impauriti da eventuali crolli, abituati da un colosso così malmesso, oppure semplicemente dimentichi di cosa stanzi sopra il costone della strada. Ma che cos'è la Casermaccia? E' un luogo ricolmo di storia e leggende, come si evince dai testi che la citano. Fu un ex convento dove nel 1222, soggiornò San Francesco andando a Napoli e sembra che Velletri - proprio in quel suo luogo oggi abbandonato - fu teatro di alcuni miracoli. Andando a ritroso nel tempo illustri frequentatori del colosso di via di Ponente furono un tale Benedetto Caetani, passato alla storia col ben più noto appellativo di papa Bonifacio VIII, e tra il 1465 e il '70 Aldo Manuzio, primo tipografo della storia che le biografie ufficiali riportano nato a Bassiano presso Velletri, per un errore geografico che coinvolge la nostra città proprio per il fatto che Manuzio la frequentò. Durante la seconda guerra lo stabile venne occupato dai tedeschi e dagli sfollati, poi vi si svolsero mansioni di reclutamento. Dalla fine degli anni Cinquanta il tragico epilogo e l'oblìo. La rete come sempre dà spunti, e negli ultimi mesi il dibattito sulla 'Casermaccia' si è infiammato tra chi vorrebbe abbatterla per costruire un parcheggio multipiano a servizio della zona Sud del centro storico e chi invece vorrebbe recuperarla per ridare uno spazio alla città. Non ce ne voglia alcun principio utilitarista, ma ripristinare un così grande spazio a Velletri potrebbe aprire tanti portoni. Dall'idea dell'istituzione di un Museo Nazionale che possa competere con le capitali europee al recupero come spazio culturale multi-funzione.
Forse la nostra città avrebbe proprio bisogno di un elemento culturale unico e caratterizzante, e risistemare la 'Casemaccia' significherebbe dare decoro ad un'area del centro storico che vive da cinquant'anni con questo scheletro in piedi aspettando che la pioggia e il vento lo corrodano fino a farlo sgretolare. Anzichè costruire nuove strutture dal gusto estetico opinabile ed ingrassare appalti e ditte, una politica di valorizzazione di ciò che è già presente non guasterebbe affatto. Il problema grande ancora una volta sono i fondi per la sua ristrutturazione. Ma con tutti gli sprechi e gli sperperi regge davvero poco la scusante dell'eccessivo peso delle spese: visti gli scandali, spendere soldi per la comunità e per una città intera è opera non biasimabile da alcuno. La 'Casermaccia' ha una storia che grida vendetta, e visto che attualmente è popolata da fantasmi, si potrebbe un giorno pensare di ridarla agli uomini. E renderla fruibile per caratterizzare Velletri.

Rocco Della Corte

Foto scattate e rielaborate da Valerio Mele